Tuesday, October 03, 2006

Digressioni sulla comunicazione

Non pensare a niente, ma lascia che tutto ti stimoli i nervi, è azione.
Come quando i tuoi denti ritagliano un pò della mia morbida pelle.
Non divagare ma lascia che i morsi mangino.

Stavolta non trovo parole, per te.
Nel vocabolario italiano, non esiste alcun termine che sia in grado di materializzare in
vista e udito cosa sta accadendo. Nelle lingue del mondo ci saranno sinonimi dell'italiano. Perchè tutto per gli umani ha un nome e deve averlo, altrimenti non potrebbero comunicare.

Ma esiste l'incomunicabile?Esiste l'inesprimibile. E incomunicabile. Adesso lo so. Ma non è un problema.
Di tutte le paole che ho scritto in passato cercando di attribuire a loro i miei sentimenti,
non ne è buona nemmeno una, per noi.

Finalmente!
Giulietta diceva a Romeo che un nome è solo un nome.
E' un insieme di segni e suoni che utilizziamo per designare qualcosa.
Qual - cosa?
La materia e la non materia. L'immaginabile si tenta, appunto perchè non è una cosa ma un
pensiero. Il pensiero, che non è altro se non una combinazione di impulsi elettrici nella mente, come possiamo esprimerlo? Si prova con le parole ed è necessario, ma limitante.


L'uomo ha bisogno dell'uomo per confermare se stesso. E lo fa attraverso i segni che per
forza devono avere valore unanime e universale: un codice espanso da cui derivano le lingue
e i gesti. Egli si dimostra tramite un trasferimento di messaggi, una trasformazione delle
sensazioni e degli stimoli.
Mi chiedo: ma se si riuscisse a scambiarsi messaggi senza qualcosa di prestabilito? Senza
forme, sistemi? Dimenticarsi delle convenzioni, di ciò che significa. Della matematica,
della grammatica, della semiotica, della prossemica, della geometria.

Un 'operazione maieutica dei messaggi.
Impossibile? No. Utopico? Si.
Nel liquido amniotico un bimbo vive. La madre lo sente. Egli non conosce nulla del mondo in cui sta per nascere, eppure si esprime lo stesso e la madre lo sente.
La mia realtà grida che siamo tutti all'indigestione di informazioni. Vomitiamo tutto quello
che ingeriamo perchè è troppo. Questo processo è ormai consuetudine, un circolo vizioso.
Abbiamo allargato quotidianamente il nostro stomaco cerebrale, sformandolo.

Un cervello americano, grasso brutto e inutile.

2 comments:

Anonymous said...

E brava la Gnomina! Penso che adesso scriverò qualcosa anch'io...Stavolta di positivo!

Anonymous said...

leggere i tuoi post mi dà sempre la forza di guardare oltre e avere fiducia in qualcosa che in realtà esiste davvero. Sono gli altri che sono ciechi o se ne vogliono privare.

Grazie.