Wednesday, October 18, 2006

Il teatro e la crescita

Peter Brook a proposito della messinscena del "Congresso degli uccelli" negli anni '70 dice
che con il suo gruppo erano arrivati ad un livello tale da far interpretare, sera per sera,
ad ogni attore un personaggio diverso. Il tutto allo scopo di trovare un arricchimento
creativo per i personaggi e per l'opera.
Giusto! Ok! Ma tutto questo grande lavoro, ha avuto
una sua finalità sociale? Se si, in che modo ha potuto giovare? Per gli attori facenti parte
del cast sarà stata un'esperienza fantastica, da apertura d'orizzonte. Ma per gli
spettatori? Per tutti i non addetti ai lavori ignari del processo di studio affrontato?
Credo di no... Hanno solo visto una piccola porzione del loro lavoro.
Il mio insegnante Antonio Caruso dice sempre che a teatro si lavora 1000 e lo spettatore ne coglie 10. Beh... E' cosi. Allora la costante ricerca a che serve se non per una personale crescita
e scoperta? Quindi il teatro come ricerca del se, del possibile e raggiungibile. Mi rispondo
subito obiettando che comunque, di riflesso e di intenzione, le cose trovate passano
trasmesse anche agli altri.
Il teatro è sociale. In teatro il lavoro è sociale, perchè c'è sempre bisogno della
collaborazione. La partecipazione è un dato di fatto, per cui indispensabile. Ma non solo
nella produzione dello spettacolo, nella ramificazione delle qualifiche lavorative e dei
compiti assegnati. L'impegno ad esserci sta al 50% dalla parte dello spettatore. Senza di
lui non ci sarebbe l'urgenza di costruire una messinscena. Egli ha un compito assegnato:
quello di far vivere il teatro in se stesso. Dovrebbe esserci in lui quel gene insito in
ogni corpo umano che spinge a cercare la diversità e la novità nel proprio simile. Visto che
la frontiera degli OGM tocca nella quotidianità solo ciò di cui ci cibiamo, a meno che non
ci sia di mezzo qualche cannibale, quel gene dovrebbe ancora esserci.
L'uomo ha bisogno dell'uomo per confermare se stesso. Il teatro è uomo, è conferma
dell'essere, rivendicazione della vita e della presenza in un dato momento della storia.

1 comment:

pietro rami said...
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